Il Comune di Pomezia boccia la delibera per aderire a #salvaiciclisti

Schermata 2012-12-05 a 01.12.10Nel mese di giugno scrivemmo al Sindaco di Pomezia De Fusco (link) chiedendogli che il Comune di Pomezia aderisse alla campagna #salvaiciclisti ed in particolare che l’Amministrazione facesse suoi i 10 punti di quel manifesto.

Dal Sindaco non ricevemmo risposta. L’unico consigliere comunale che si interessò alla cosa fu Fabio Fucci del Movimento 5 Stelle che si disse disponibile a farsi carico di presentare una mozione. Come nello spirito della campagna chiedemmo al consigliere di cercare la più ampia convergenza su quel manifesto, cosa che lo stesso fece, chiedendo al Presidente del Consiglio Comunale di inoltrare anche agli altri consiglieri il testo della mozione da condividere e sottoscrivere. Eravamo nel mese di luglio e l’unico consigliere che appose la propria firma al documento fu Mario Borgo Caratti di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo lunghi mesi in cui la mozione è passata anche in commissione, ieri – 4 dicembre – è finalmente arrivata in discussione al consiglio comunale.

Durante la discussione è emerso come in un allegato della stessa, in particolare quello relativo agli 8 punti del Times, richiamato nel primo punto del manifesto #salvaiciclisti, al punto 4 dove si parla di investimenti del 2% per la costruzione di piste ciclabili da parte delle società che gestiscono le reti stradali, la stessa voce era stata tradotta (traduzione sintetica e non letterale) facendo riferimento all’Anas. Questo per la maggioranza ha rappresentato una pregiudiziale in quanto la competenza in tal senso non è di ordine comunale. A nulla è servito spiegare che lo stesso punto 1 dei dieci del manifesto dice chiaramente che gli 8 punti del Times andavano applicati per le sole aree di competenza comunale.

La richiesta è stata quella di ritirare la mozione per ritornare in commissione. Una richiesta respinta dal consigliere Fucci. Di fronte a questa volontà – che condividiamo – si è proceduto al voto. I consiglieri presenti della maggioranza (PD, IDV, Forza Pomezia, PSI) hanno respinto l’adesione al manifesto, con la sola eccezione del consigliere dell’IDV De  Lorenzi astenutosi. L’opposizione invece (oltre al M5S, SEL, PDL, UDC) ha votato a favore. Cosa questa che non ha permesso però di approvare la delibera e i 10 punti del manifesto #salvaiciclisti.

Di questa decisione siamo molto amareggiati. Ci colpisce notare come gli Amministratori del nostro Comune non siano sensibili a tematiche che in molte altre parti d’Italia e del mondo sono invece all’ordine del giorno. Rendere Pomezia una città a misura di ciclista significa in ultima analisi renderla più vivibile e sicura per tutti i soggetti più deboli: pedoni, bambini, anziani, disabili.

Non riusciamo a capire se questa bocciatura sia una “rappresaglia” nei confronti del consigliere Fucci. In tal caso, prima di proseguire, il Sindaco e la sua maggioranza dovrebbero farsi un esame di coscienza, essendo stato De Fusco il primo a ricevere la richiesta di adesione alla campagna. Inoltre, se il motivo fosse questo, si dovrebbe capire che di fronte a temi così importanti, comportamenti infantili non sono graditi e, soprattutto, non fanno bene alla città e ai cittadini.

In più crediamo che questa bocciatura rappresenti l’ennesima umiliazione di questa città. Pomezia è infatti il primo Comune a bocciare la delibera di adesione ai 10 punti del manifesto #salvaiciclisti. Una decisione che in ogni parte d’Italia (invitiamo a visitare la pagina ufficiale #salvaiciclisti su fb, link) sta attirando aspre critiche nei confronti della nostra città. Una vetrina che non avremmo voluto!

Anche per questo quindi, ci sentiamo di ringraziare l’Amministrazione.

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Zone 30. Perché non anche a Pomezia?

#Salvaiciclisti lancia #30elode: petizione popolare per limite 30 km/h in tutte le aree residenziali d’Italia

2.556 ciclisti e 7.625 pedoni uccisi sulle strade italiane è il tragico bollettino degli ultimi 10 anni di quella che sempre più somiglia ad una guerra.

Per porvi freno, il movimento #salvaiciclisti ha oggi lanciato una petizione on line (change.org/30elode) indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Mario Valducci e, per conoscenza, ad altri parlamentari ed esponenti del panorama politico italiano per chiedere la riduzione dei limiti di velocità massima all’interno delle aree residenziali a 30 km/h ad eccezione delle arterie a scorrimento veloce.

“30 km/h significa offrire l’opportunità a chi conduce dei veicoli motorizzati di reagire prontamente ed evitare gli impatti che si possono verificare in strada: bambini che giocano, pedoni, ciclisti o anche animali che attraversano all’improvviso” si legge sul sito del movimento che si batte per una mobilità che rimetta al centro le persone.

La richiesta dei 30 km/h è uno dei punti fondanti del manifesto di #salvaiciclisti e del’iniziativa “Caro Sindaco” che lo scorso febbraio generarono grande dibattito sui social media e portarono 63 senatori e i sindaci di oltre 100 città ad aderire alle richieste del movimento.

Oltre all’annuncio del lancio della petizione, sul sito del movimento è stata anche inserita una presentazione che include un sunto della letteratura scientifica disponibile, delle esperienze provenienti nel resto del mondo e una confutazione punto per punto dei soliti pregiudizi che solitamente circondano la mitigazione del traffico.

Sfogliandola si ha la possibilità di scoprire che ogni morto sulle strade costa mediamente alla società oltre 1,3 milioni di euro e che, riducendo la velocità a 30 km/h, oltre a dimezzare il numero di morti e feriti in città, sarebbe agevolato anche lo sviluppo dei bambini, ormai impossibilitati a vivere la strada. Per contro, i tempi di percorrenza media per gli automobilisti aumenterebbero di appena il 3%.

“Uno degli obiettivi – fanno sapere dal movimento – è instaurare un dibattito sano e scevro da pregiudizi infondati riguardo al tema della sicurezza sulle nostre strade anche in vista della Settimana Europea della Mobilità che si terrà dal 16 al 22 settembre”.

La petizione lanciata dal movimento #salvaiciclisti segue di pochi giorni l’annuncio della sperimentazione del limite di 30 km/h all’interno della cerchia dei navigli nel Comune di Milano. Tutto lascia credere che il dibattito in proposito sarà molto acceso e che il Parlamento italiano dovrà presto o tardi schierarsi.

Per seguire la vicenda su twitter, l’hashtag di riferimento è #30eLode.

 

 

 

Biciclettata. Domenica 1 luglio 2012

Dopo la biciclettata del 3 giugno scorso, l’iniziativa si ripeterà domenica prossima. Si ripeterà e raddoppierà.

Infatti il nuovo appuntamento, che si terrà domenica 1 luglio, si dividerà in due parti:
– per i più temerari ci vedremo alle 17.00 (puntuali) a Pomezia in Piazza Indipendenza dove tutti insieme partiremo alla volta di Torvaianica.
– per i più pigri alle 18.00 ci troveremo in Piazza Ungheria (proprio a Torvaianica) per una paseggiata per le vie del litorale.

Non mancate! E diffondete!

#salvaiciclisti che si recano in bici a lavoro

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,

Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.

Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.

Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.

La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.

Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.

Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.

Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,

cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente

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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.

Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

Caro Sindaco De Fusco, #salvaiciclisti

Caro Sindaco De Fusco,

come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni, ben 2.556 ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che due settimane or sono abbiamo lanciato in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui abbiamo chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times.

In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato. Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città.

Aderendo a #salvaiciclisti si impegnerà quindi a:

  1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
  2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
  3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
  4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
  5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
  6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
  7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
  8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
  9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
  10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città

È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti  sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Cordiali saluti

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Chiunque volesse contribuire può firmare questa lettera col proprio nome e cognome e spedirla via e-mail a questo indirizzo: segreteria.sindaco@comune.pomezia.rm.it; oppure stamparla e consegnarla al protocollo generale del Comune di Pomezia.